Adozione precoce

NO ALL’ADOZIONE PRECOCE DEL GATTINO. PERCHÉ?

La prassi di adottare cuccioli e gattini di 40 – 45 giorni, o addirittura di un solo mese di vita è un’usanza ancora attuale (purtroppo) in quanto spesso si ignora che possa provocare dei danni.

Il gattino che “mangia dalla ciotola” si considera completamente svezzato ed indipendente, quindi pronto ad iniziare la sua vita nella nuova famiglia, mentre,  grazie agli studi sul comportamento animale, oggi sappiamo che questa pratica può provocare seri danni all’equilibrio psicologico di cuccioli e gattini tolti troppo precocemente alla madre.

Per quanto riguarda il gattino, la separazione troppo precoce dalla madre e dai fratelli può comportare deficit negli autocontrolli, con morsi, graffi eccessivi alle mani e ai piedi dei proprietari, comportamenti distruttivi, ipermotricità, o il mantenimento del comportamento di poppata applicato alla cute dei proprietari o a tessuti che possono essere sfilacciati e ingeriti, provocando problemi gastrici.

Per prevenire questi problemi è essenziale che il cucciolo o il gattino restino con la madre fino all’ottava settimana di vita. Fin dalla terza settimana la madre svolge un ruolo importantissimo nell’educazione del piccolo, soprattutto per quanto riguarda l’acquisizione degli autocontrolli (retrazione delle unghie, inibizione del morso e controllo della motricità), attraverso le punizioni messe in atto soprattutto durante il gioco.

A partire da questa età i piccoli cominciano a interagire con i fratelli e con la madre attraverso il gioco, che consiste essenzialmente nella lotta, con graffi e morsi, che vanno aumentando di intensità man mano che l’eccitazione provocata dal gioco stesso aumenta. Nel momento in cui il gattino esagera, provoca una reazione da parte del compagno, con un miagolio più intenso ed il sottrarsi al gioco. In questo modo il piccolo assalitore capisce di avere esagerato e, fermandosi, può far ripartire il gioco in modo meno violento. L’interruzione del gioco è già di per sé una punizione ed ha il vantaggio inoltre di abbassare l’eccitazione. Se il gioco coinvolge la madre sarà lei a somministrare una “punizione” al cucciolo, con piccoli colpetti sul naso oppure bloccandolo, afferrandolo, mordendogli il collo, graffiandogli nel contempo l’addome con gli arti posteriori.

Queste punizioni “etologiche” insegnano al gattino a controllarsi e appare evidente che non possono essere somministrate dai suoi nuovi “genitori” umani. Altre punizioni che i proprietari possono tentare di applicare difficilmente saranno comprese dal piccolo, non essendo in linea con il suo etogramma (la sua natura felina) non portano ai medesimi risultati. Anzi, spesso provocano l’effetto contrario, eccitando maggiormente il gattino se blande, perché interpretate come parte del gioco, o spaventandolo se troppo violente e provocando in lui ansia e confusione.

Attendere i due mesi d’età per l’adozione dunque vuol dire avere un animale fisicamente più sviluppato e resistente, quindi sano, spesso già vaccinato e sverminato con successo, ma anche molto più equilibrato dal punto di vista comportamentale.

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